giovedì 11 maggio 2017
Motori e scatti d'autore: altri due interessanti fotografi
Geoffray Chantelot
Un punto di vista certamente molto particolare quello di questo fotografo, dove le auto sono assolutamente protagoniste, cioè non ci sono quasi mai altri elementi (tipo persone) presenti nella foto. Ne consegue una visione molto intima, riservata, nonostante molti fotogrammi siano ripresi in contesti di gare o raduni. C'è da considerare che in questi frangenti, è molto difficile isolare l'automobile perchè c'è sempre un elemento di disturbo, e questo è un valore aggiunto alla foto.
Sicuramente sono foto esaltate dall'effetto bokeh, ma molte composizioni sono assolutamente calibrate e interessanti.
Potete visionare le sue foto in questa galleria Flickr.
Geoffray Chantelot
Lyon, France
geoffraychantelot.com
Kevin McCauley
L'approccio di questo fotografo è un pò diverso. C'è lo stesso rapporto di solitudine dell'auto con il suo ambiente circostante, ma lo stile è diverso da altri generi visti fino ad ora. Se potessi definire uno stile, direi che è quasi street, per come decide di calibrare i colori nella scena.
mercoledì 28 dicembre 2016
Il cardesign del decennio instabile

Questi ultimi dieci anni sono stati duri per tutti, economicamente. La grande crisi indotta dagli eventi internazionali, l'introduzione dell'euro, la globalizzazione e ancora altri eventi come il terrorismo. Eppure in questi anni il cardesign ha offerto punti di vista molto fuori dalle righe. Sembra quasi aver viaggiato controcorrente, in un mondo che non è suo. Voglio dire, anche negli anni precedenti si sognava su concept come la Ferrari Rossa disegnata da Pininfarina. Ma anche la Seat Salsa disegnata da De Silva. ... ma rimanevano quasi totalmente esercizi di stile. Chi nello stile brillava meno, proponeva invece dei surrogati che in qualche modo preannunciavano un certo cambiamento, ma il loro stile era totalmente votato al concetto di "design" che non ottenevano un riscontro positivo del pubblico. Un esempio sono tutti quei concept, vedi Honda, che si basavano su un disegno geometrico evoluto ma quasi allineato. Negli anni a venire invece ogni proposta delle grandi case è andata in direzioni pazze e inaspettate! Pensate soltanto all'ultima proposta di pick-up Mercedes-Benz. Un mezzo da carico....di lusso. martedì 26 luglio 2016
Quello che le auto non dicono
Tutte hanno una guidabilità nella norma (sopra la media di 15 anni fa), tutte offrono sicurezza e standard tecnologici da vettura Premium.
Tuttavia, questo essere conforme ad un sistema, quindi la tendenza ad una standardizzazione del progetto, ha creato un calo del desiderio d'acquisto, e parlo di circa 5/6 anni fa.
Come altre volte ho ripetuto, si è poi capito che l'evoluzione dell'elettronica e delle connessioni senza fili, potevano ricreare un certo interesse nell'utente. Interesse meramente tecnologico però. Si stanno catturando nuovi clienti cioè, spingendo molto sulla nuova vita social ispirata dagli smartphone.
Quello che mi chiedo è: non c'è più l'interesse a mostrare cosa dice meccanicamente un auto? Solo io rimanevo attirato dai braccetti della sospensione posteriore della 147?
Le auto sono belle (alcune) e stanno proponendo anche visioni molto futuristiche di alcuni dettagli, vedi i terminali (finti per carità) integrati nel paraurti (Vw, Audi, ecc). Ma stanno nascondendo anziché mostrare. Certo, è quasi sempre stato così... ma in certi momenti apprezzo perfino una Jeep Wrangler piuttosto che una Catheram o una Ktm X-Bow.
domenica 10 maggio 2015
Motori e scatti d'autore: Rob Overy
Sono principalmente scatti a focale fissa e a luce naturale, dove viene espresso uno stile più artistico. E' notevole però la capacità di scattare in un momento perfetto. Quel momento in cui il veicolo, il suo carico di storia, si ritrovano soli, fermi in un box. Può essere stata una grande giornata, di prove, di vittoria, di inseguimento, di sconfitta o soltanto di esibizione. Ma Rob ne cattura l'anima. Quello che significa essere una Maserati, una Lancia Stratos, una Ferrari dopo tanti anni di corse e adesso di collezionismo.
Insomma, sono foto di grande impatto, per chi ne sa cogliere il significato. Foto così, sono di valore, e fanno una figura notevole una volta stampate. Certo vanno inserite in contesti adeguati.
I lavori di Rob Overy potete anche acquistarli sul suo sito web roboveryphotography.com
venerdì 31 ottobre 2014
Confronto tra designers: il Social ci aiuta!
Internet riuscì solo a togliermi qualche dubbio, ma soltanto dopo faticose ricerche e tentativi. Ricordo che solo per caso riuscii a trovare il contatto con un impiegato di non so quale studio, il quale mi svelò alcuni consigli. E fin qui sarà stato il 2000, anno in cui non c'era ancora largo uso delle tecniche digitali. Forse era per questo motivo che le informazioni sulle tecniche di disegno di auto erano fuori dalla rete. In quel periodo quindi ti bastava sapere alcune cose:
- che molte fonti di ispirazione/istruzione le potevi trovare solo in libreria (e solo in quelle specializzate)
- che la rivista di riferimento era (è) Auto&Design ( sito web )
- che Fabriano, era carta buona solo per non far "ballare" il tavolo, e che quella che dovevi usare era la Letraset e i relativi pennarelli Tria Markers ( sito web )
- che per le sfumature potevi ottenere un buon risultato con i gessetti Conté ( sito web ) e un po di cotone
- che la gomma migliore da usare era la gommapane

Poi, grazie all'università, le possibilità di confronto aumentarono e per entrambe le tecniche (tradizionale e digitale) venni a conoscenza di ulteriori strumenti e trucchi per ottenere risultati migliori.
Innanzitutto sul disegno a mano, mi si aggiunse questa possibilità di utilizzare i markers in un modo alternativo e cioè con l'aria compressa. Una sorta di modalità aerografo in miniatura, con effetti sorprendenti. Certamente richiedeva un passaggio più complesso delle sfumature eseguite a gessetto. In quest'ultimo caso, bastava grattare il gessetto con un trincetto, prendere un batuffolo di cotone, e trasferire il colore sul foglio. La sfumatura in eccesso veniva tolta con gommapane.
Fare le sfumature col marker invece, richiede una mascheratura preventiva sul disegno, quindi più tempo. Mascheratura che si fa ricalcando la zona in questione e tagliandola col trincetto.
Poi la scoperta delle tecniche digitali. Premetto che non ci sono reali guadagni di tempo tra un metodo e l'altro, sempre se volete realizzare un risultato professionale.
Sul digitale non mi dilungo, dato che da quando facevo i primi sketch con Photoshop, sono poi arrivati tanti altri programmi ancora più mirati che, uniti all'uso di una tavoletta grafica, permettono risultati incredibilmente professionali.
Oggi, grazie alle ulteriori innovazioni offerte da internet in campo social, è davvero più facile conoscere e imparare tecniche nuove. Una volta ci si registrava su designerspace, nella speranza di essere notato da qualcuno. A dir la verità le speranze sono state nulle, e dopo dieci anni il mio profilo è sempre li!
Condividere il tema del cardesign rimaneva comunque difficile e altri siti che permettevano un immersione completa, erano a pagamento. Come CarDesignNews, che tuttavia ve lo consiglio per rimanere aggiornati sulle ultime notizie, oltre che avere la cronologia di qualsiasi modello presentato al pubblico.
Ma il futuro della condivisione oggi viaggia anche attraverso altri canali. Instagram ve lo consiglio perché, oltre ad essere un incubatore di foto ispiratrici, ultimamente è diventato molto personalizzato nei vostri interessi. Provate a cercare nella sezione Esplora. Molte immagini combaceranno con i vostri gusti.
Per concludere, anche Youtube è diventato un vasto raccoglitore di tutorial e dimostrazioni su cui fare affidamento.
sabato 4 ottobre 2014
Ottobre: quante novità!
Rimanendo in tema motociclistico, eccoti spuntare di nuovo Kawasaki, con una pazzia, un progetto incredibile, fuori da qualunque schema anti-crisi: la Ninja H2R. In pratica, a livello di motore, abbiamo un millone quattro cilindri come in tutte le moto sportive. Però qui è stato accoppiato ad un compressore centrifugo, in grado di portare la potenza a circa 300 cv! Gli ingegneri Kawa volevano far provare, a chi potrà guidarla, sensazioni di accelerazione mai provate prima. E ci credo bene. Non è conosciuta la velocità massima (forse nessuno ha avuto il coraggio ancora…) ma l'aerodinamica studiata da chi progetta aerei e i vari alettoncini fanno presagire alte prestazioni. La moto comunque è stata concepita unicamente per l'uso in pista. Meglio così.martedì 16 settembre 2014
Nuova Twingo: un cambio di rotta da capire
Ecco però che mi permetto di fare qualche appunto. Su tutto, la scelta di adottare uno schema generale particolare: a motore posteriore. Questa idea ha piu di una spiegazione giusta. Oltre al fatto che questa unità verrà utilizzata anche sulla futura Smart ForFour, c'è in piu la possibilità di estendere ai limiti l'abitabilità interna, potendo avanzare maggiormente l'asse anteriore rispetto agli ingombri del corpo vettura. In effetti questo obiettivo è stato raggiunto (fate caso al piccolo cofano) dato che su un utilitaria così, sono state ricavate 5 porte ed anche il raggio di sterzata è molto ridotto (sembra che le ruote anteriori raggiungano un inclinazione di 45° alla massima sterzata). Per contro, credo che Renault abbia dovuto per forza rinunciare ad altre comodità: dov'è la ruota di scorta? E non oso pensare cosa succederà ai miei sacchetti della spesa, se faccio un tragitto anche leggermente più lento causa traffico (il gelato!!) perché alla fine il motore scalda sotto la bauliera.
Inoltre, si poteva inventare qualcosa di alternativo all'anteriore, tipo una piccola bauliera aggiuntiva, magari non troppo rifinita, dove si potevano riporre degli ombrelli senza bagnare niente all'interno del veicolo. Infatti molti odori di vissuto o aloni vengono causati anche da oggetti che finiscono di asciugare in auto. Per il resto però, sembra che chi l'abbia provata non sia rimasto entusiasmato dallo spazio generale, con sedili posteriori un po dritti e magari non proprio comodi sulle medie distanze. Insomma, sugli interni, sensazioni della stampa non proprio esaltanti su quello che è lo spazio a bordo. Anche uno dei difetti della prima serie, quello spazio per appoggiare il piede sinistro un po troppo vicino, tanto da creare un certo fastidio ergonomico, non sembra essere stato risolto. Io l'ho guidata tanto la Twingo prima serie e uno dei problemi era quello, tanto che avrei voluto smontare il volante per montarci un bel distanziale per recuperare distanza dalla pedaliera!
Parliamo pero anche di esterni. Almeno questa volta, i designers, si sono messi a recuperare qualche richiamo dall'immensa storia della Casa Francese. Il riferimento alla Renault 5 sul posteriore, ci riporta in mente tanti bei ricordi, ma era davvero il caso? Insomma, sono andati a mescolare categorie d'appartenenza che un tempo erano diverse. La "5" era forse una giusta base di studio per la Clio, mentre secondo me era più corretto ricollegare lo stile alla prima Twingo, l'auto che fece storia, l'auto che ha creato un genere.Comunque pazienza, è anche vero che il design Renault, difficilmente si aggrappa ai casi di successo del passato, ma piuttosto cerca sempre di realizzare progetti inediti, sviluppando semmai il linguaggio formale che ha scelto. Nel complesso comunque, hanno fatto bene ad abbandonare quegli stilemi un po decadenti, riproposti nell'ultima serie, tipo linee di cintura semplici, fanalerie fin troppo ispirate alla forma delle foglie...insomma roba superata e da auto coreana low-cost (compresa una costosa operazione di restyling avvenuta non troppo tempo fa).
Adesso finalmente si sono accorti che il design usato nei prototipi da salone, gli altri lo stanno ampiamente applicando anche in serie, e questo è ciò che piace al pubblico.
martedì 9 settembre 2014
Mercedes GLA: l'affermazione dei crossover
Dopo almeno dieci anni di tentativi, siamo finalmente arrivati a un concetto ben definito di crossover che forse non tutti sono riusciti a immettere sul mercato. Ricordo infatti uno dei primi tentativi che trovò una tiepida diffusione sul mercato: la Opel Signum. In Opel furono i primi ad osare un concetto diverso di berlina, dove ad un maggior spazio per gli occupanti posteriori, si aggiungeva una finestratura sulla coda in stile sport wagon.Questo permetteva in teoria di vedere una berlina in modo diverso, orientata verso un uso meno radicale. Dove un carico alto poteva trovare alloggio nel grande bagagliaio. Il tutto sfruttando una piattaforma premium, ma relativamente compatta rispetto ad una station. Dopo questo c'è stato un periodo di raffreddamento verso questa nuova tipologia. Il mercato continuava ad offrire berline compatte o SUV (forse la nuova Croma poteva essere una sorta di concorrente). Finalmente poi si è capito che poteva esistere un mercato intermedio, dove non si doveva per forza rinunciare all'agilità e al piacere di guida, per lo spazio. È stato allora che sono nate la BMW X1. La Mitsubishi Asx. La Peugeot 2008 se vogliamo. E ultima a chiudere il cerchio la Mercedes GLA.
La rivale Audi, a confronto, sembra non aver ancora proposto una vera sfidante, nonostante abbia in listino un allestimento AllRoad sulle due station di punta, A4 e A6. Il crossover però va un po oltre da quello che è una semplice station rialzata. E penso che solo la piccola Q3 sia stato un tentativo perso per proporre un crossover.
martedì 19 novembre 2013
Tendenze Green
Ebbene siamo arrivati a un momento in cui le varie Case hanno preso una direzione, forse transitoria, ma almeno hanno deciso di percorrerla. E cioè hanno finalmente chiuso quel decennio di indecisione in cui c'era un po di confusione tra la soluzione dell'idrogeno e quella dell'elettrico.
Due sono stati i fattori determinanti: da una parte la crisi che ha dettato la ricerca di soluzioni non troppo costose (per il cliente), e dall'altra l'evoluzione tecnologica che in proporzione al secolo scorso, ha fatto passi da gigante.
È stata cosi rivalutata la soluzione dell'elettrico e soprattutto quella dell'ibrido. Generando scenari convincenti come la rivalutazione del motore a benzina, che in città da il peggio di se, mentre accoppiato ad un motore elettrico riesce a fare quasi quanto una media autostradale.
Certo l'auto elettrica sembra essere rimasta ancora un po al palo (pardon, alla colonnina!) ma in realtà sta migliorando e non di poco la propria resa. Tuttavia in un momento di grande riduzione dei consumi, anche le infrastrutture accusano il colpo, ritardando la creazione di una rete di ricarica comoda e frenando cosi il successo di questi veicoli.
Per ora penso che l'acquirente medio cerchi ancora una versatilità (oggi piu di una volta) che diciamo....non ti rovini la domenica! E per questo credo che le soluzioni ibride possano avere più successo che mai. Infine come parlavo in qualche post fa, sembra che il futuro non sia solo dell'ibrido con motore elettrico, ma anche di di ingegnose soluzioni che sfruttano l'aria compressa.
Staremo a vedere, l'attesa è quasi finita.





















