mercoledì 21 marzo 2012

"Chi va piano......di sicuro non ha un'Alfa!" 

Paolo Bitta

Toyota Prius...

La guardo girare al semaforo, accelerando lentamente in un silenzio fantasma. Il corpo vettura bianco, si sposta emettendo un leggero sibilo elettrico, nemmeno poi tanto evidente. Non si muove senza passare inosservata. Voglio dire, i fari allo xeno sono accesi, dentro ci sono strumenti accessori (era un taxi), monitor di bordo, tutto acceso, interattivo. Il movimento in avanti continua e non é goffo. L’accelerazione avviene come una normale vettura a benzina. Questa vettura é davvero affascinante. Non é più l’auto elettrica lunga 4 metri ma con soli due posti. Ricordate la Panda Elettra? Qui c’é una berlina da famiglia per tutti i giorni. Ma c’é una cosa in più che Toyota ha saputo sottolineare e che ha reso questo progetto accattivante. La differenziazione dello stile. Torniamo alla Panda Elettra (anche se possiamo citare esempi molto più recenti, vedi prototipo Focus penultima serie), queste auto non hanno fatto niente per farsi notare. Il loro status non esiste. Non hanno dettagli che differenziano il prodotto dal resto della gamma. Certo direte, ma Prius non esiste mica solo a benzina, però porta con se un linguaggio formale più tecnico, capace di suggerire i contenuti tecnologici ed ecologici che porta con se. É necessario capire questo parallelismo: un buon prodotto ecologico, dovrebbe mostrare con forza la sua dipendenza dalla gamma, con linguaggi propri come succede infatti nelle versioni sportive. Una Gti é una Gti. O RS, oppure EVO. Il cultore la metterebbe in una teca. E lì dentro non ci metterebbe mai anche una versione 1.4. E così il prodotto Eco, dovrebbe assumere un linguaggio proprio, in grado di potenziare l’interesse del pubblico rispetto alla ‘gamma’.

giovedì 16 febbraio 2012

Kawasaki ER-6N

Er-6n si rinnova con un bel caratterino, e soprattutto con un immagine rinnovata che rende questa moto a mio giudizio davvero molto proporzionata. Gran parte dell’equilibrio nei volumi é dovuto al nuovo frontale, adesso più basso. Grazie a questa mossa, ne risulta un disegno complessivo molto più accordato con il resto della moto. L’effetto finale diventa così molto più filante ed anche più dinamico a moto ferma.

mercoledì 18 gennaio 2012

Vespa Quarantasei

I miei complimenti a questo valido progetto di Vespa 46, che sintetizza un possibile nuovo corso stilistico per lo scooter piú amato. Molti subito a criticarne la praticitá per mancanza di vani portaoggetti e coerenza col progetto storico. Ma siamo realistici: la classica Vespa rimane in listino con i suoi pregi e difetti. Questa preannuncia lo stile della Vespa moderna, che a mio parere é molto innovativo, moderno, fresco. Certo, la sella é molto stilizzata, quasi da fumetto, ma in realtá ricorda molto bene i sellini monoposto a molla Radaelli. Non prendiamo tutto come sará. Ma mi sono gia innamorato della sua apparenza generale. Bravi.

lunedì 16 gennaio 2012

Osserva bene ogni oggetto o complemento che ti circonda. Col tempo imparerai ad immaginare tutto il processo produttivo di provenienza. E scoprirai storie di lavoratori, progettisti, disegnatori che non avresti mai immaginato. Osserva anche ogni piccolo dettaglio e troverai conferma a cio’ che stavi pensando.